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Social Media Specialist

Molti non conoscono la figura del social media specialist in Italia. Soltanto in tempi recenti, le aziende hanno iniziato a interessarsi ai social media ed a inserirli tra i canali utilizzati per diversificare il flusso di comunicazione aziendale.

Che cosa sono i ‘social media’? Per spiegarlo, riportiamo come Wikipedia identifica i social media: “I professori Andreas Kaplan e Michael Haenlein definiscono social media come un gruppo di applicazioni Internet basate sui presupposti ideologici tecnologici del Web 2.0 che consentono la creazione e lo scambio di contenuti generati dagli utenti.
I social media rappresentano fondamentalmente un cambiamento nel modo in cui la gente apprende, legge e condivide informazioni e contenuti. In essi si verifica una fusione tra sociologia e tecnologia che trasforma il monologo (da uno a molti) in dialogo (da molti a molti) e ha luogo una democratizzazione dell’informazione che trasforma le persone da fruitori di contenuti a editori. I social media sono diventati molto popolari perché permettono alle persone di utilizzare il web per stabilire relazioni di tipo personale o lavorativo. I social media vengono definiti anche Contenuto generato dagli utenti.”

I principali social media sono Youtube, Facebook, Twitter, ma anche quelli professionali come Linkedin, Viadeo, di geolocalizzazione Google Places, Gowalla, Google+, ecc. e altri che, attraverso la nostra analisi, possono aiutare l’azienda a comunicare con i clienti.

Che lavoro svolge un social media specialist?
Il mio compito consiste nel creare profili nei vari social, monitorarli, creare engagement, diffondere la politica aziendale, condividere informazioni, emozioni e far conoscere l’azienda.
Altra funzione importante è creare e gestire campagne tramite Facebook e il suo circuito pubblicitario a pagamento Facebook Ads.
E’ essenziale sapere ascoltare la rete, capire le esigenze, le aspettative, la reputazione dell’azienda e intervenire modificando o amplificando le politiche di comunicazione concordate con l’azienda stessa.
Il social media specialist è un sensore che deve analizzare gli umori e le emozioni del mercato, dei clienti, ecc. per fornire informazioni importanti all’azienda.
Per svolgere questo incarico, occorre che percepisca appieno “l’anima” dell’azienda per saperne poi valutare le aspettative, interpretare i linguaggi, parlare la lingua dei clienti, trovando il modo giusto per incuriosire, descrivere i punti di forza e le politiche aziendali.

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Seminari NoFrills 2011

Sabato 24 settembre 2011 a Bergamo in occasione della fiera NoFrills, alle Ore 15.10: nella Sala Verde, per chi interessa, c’è un seminario “Agenti on the web. Pratiche in soldoni: spieghiamo come. Storie vere di agenti digital native o quasi. Impariamo come si attrae, conquista e fidelizza la clientela a colpi di BLOG
Tra i relatori ci sono anche io.
Relatori: Nuccia Faccenda, agente di viaggi @ Isalei Travel (Alba, CN); Giovanni Frenda, consulente comunicazione,  social media specialist (Bologna).
Per prenotare il tuo posto in prima fila è sufficiente inviare una email a segreteria@nofrills-expo.com
indicando: nome, cognome e titolo convegno (a pagamento 35€)

Vi aspetto

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Crisi globale una occasione perduta?

Il 19 agosto del 2009 ho scritto questo articolo che invito a leggere: crisi globale una occasione perduta?
Credo che oggi possiamo dare una risposta a questa domande che mi facevo.

Posted by Giovanni Frenda on ago 19th, 2009

Questa crisi internazionale poteva essere l’occasione per ridiscutere i principi economici che regolano il mondo e invece sembra che i nostri governanti abbiano preferito rimboccare la medesima strada, quella che l’ha portato alla più grave crisi globale.
E’ sempre più facile seguire la strada tracciata, anche perché i governanti del mondo non conoscono altre strade, siamo governati da politici ed economisti che hanno studiato e in alcuni casi hanno inventato le regole economiche che fino ad oggi hanno governato le economie dei tutti gli stati del mondo.
Loro sono convinti della possibilità di una crescita economica senza fine.
E’ questo il punto nevralgico, è questo che i governanti del mondo non hanno capito, la crescita senza fine è un concetto aberrante che poteva avere i suoi presupposti quando Truman ne parlò nel 1949, in occasione del suo insediamento. In sessanta anni le cose sono cambiate profondamente, ma nonostante questo, il nostro presidente ci dice che dobbiamo spendere, spendere, comprare, buttare e comprare e continuare a consumare per potere mantenere in piedi il principio della crescita senza fine.
Già molti economisti ci dicono che l’economia globale non può continuare a consumare a questa velocità, non può consumare tutta l’energia che sta usando in questo momento, non può continuare a consumare un numero così grande di materie prime, non può continuare a inquinare per produrre qualcosa che già abbiamo.
Tempo fa, avevo accennato in un articolo all’opportunità che questa crisi dava al mondo intero.
Non è più possibile continuare a perseguire una logica di crescita che assegna alle merci e all’industria la stessa valenza del passato. I grandi della terra invece hanno preferito per il momento non cogliere quest’opportunità e perseguire nella ricerca di un rilancio di un assetto economico tradizionale. Hanno preferito dire al mondo va tutto bene, agli imprenditori continuate a produrre e ai consumatori continuate a comprare, senza capire veramente il perché di questa crisi.
C’era la possibilità per ridiscutere il progetto di un’altra economia, basata su presupposti diversi, capace di tenere conto dei vincoli fisici della natura.
Una politica non più orientata allo sfruttamento delle risorse della nostra terra per la proliferazioni di prodotti e la moltiplicazione di merci, ma che invece rispettandola potesse tradurre la riduzione dei consumi, in una qualità della vita superiore a quello di oggi.
Si sarebbe potuto passare dalla ricchezza fatta di asfalto, cemento, plastica e oggetti, a una ricchezza che soddisfi la richiesta d’informazione, che soddisfi i bisogni della gente in materia di ambiente, di cultura, d’informazione, bisogni largamente inevasi.

In termini economici la domanda di questi bisogni si potrebbe convertire in nuovi posti di lavoro.
Il mondo lo ripeto aveva ed ha un’opportunità, forse, si trova per la prima volta veramente di fronte ad un bivio: credere che la scienza, lo sviluppo delle tecnologie possano far allontanare all’infinito la soglia limite dei consumi e riuscire a trovare sempre nuove energie e materie prima, mantenendo in equilibrio il mondo, oppure creare dei principi diversi del produrre e consumare sempre di più, senza prestare importanza al depauperamento del mondo e al proprio benessere personale.
E’ possibile continuare a considerare l’essere umano al di fuori del suo ambiente e credere che sia giusto continuare a separare l’essere umano dall’ambiente in cui è immerso e vive. Oggi molti stanno incominciando a chiedersi: ma comprare un nuovo telefonino e buttare quello quasi nuovo quanto inquina in mondo in cui io vivo? Io aggiungo e quante ore di lavoro mi costa comprarlo. Forse potrebbe avere senso in alcuni casi non comprare, non inquinare comprando e buttando quello quasi nuovo e dedicare le ore di lavoro che servono per avere le risorse per l’acquisto del telefono nuovo a leggere, a passeggiare, a giocare con i figli o con la propria compagna.
Forse in ragione di questo è venuto il momento di chiedersi: sono più felici oggi i nostri figli che possono avere un paio di telefonini a testa, mille apparecchi tecnologici, computer, vestiti in quantità che noi nemmeno ci sognavamo, moto, biciclette, macchine ecc?
Visto che quest’opportunità non sarà probabilmente presa dai nostri governanti forse è venuto il momento di essere noi a coglierla. Forse dobbiamo essere noi a guardare più avanti e a pensare al mondo che consegneremo ai nostri figli e ai nostri nipoti e ai principi che gli stiamo insegnando.
Giovanni Frenda

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Afghanistan, altri mille soldati italiani nel secondo semestre 2010

Dec 5th, 2009 Categoria Esteri articolo tratto da Periodico Italiano.

In Afghanistan, la presenza delle truppe italiane diventerà più consistente nel corso del 2010: altri mille soldati saranno mandati nel secondo semestre per unirsi ai 3.500 già stanziati.

L’Italia intende spostarli dalle missioni di pace in Kosovo e nel Libano, quindi senza appesantire le casse dello Stato, per insediarli nella porzione più esterna dei territori orientali afghani, dove attualmente sono operative le forze armate americane e inglesi. I reparti dell’esercito verrebbero qui concentrati allo scopo di potenziare e rendere più autonomo l’intervento della missione diretta a controllare questa zona, seguendo agli orientamenti del generale Camporini, Capo di stato maggiore della difesa generale.

Questi orientamenti strategici del governo italiano, che dovranno essere dibattuti e poi ratificati dal Parlamento, sono stati annunciati ieri dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, in conclusione del Consiglio dei ministri. Oggi, direttamente dal forum italo-russo in corso a Roma, anche il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha concesso il benestare all’invio di nuovi reparti dell’esercito a Kabul. La risposta è stata quindi positiva nei confronti della richiesta lanciata dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, diretta a ottenere rinforzi da parte degli alleati come nuovo piano strategico. Frattini ha posto, come limite ultimo per il disimpegno dall’Afghanistan, anche una data: il 2013.

Giovanni Frenda

Link a Periodico Italiano

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Grazie Nadia del commento sul mio nuovo romanzo

Grazie Nadia del commento sul mio nuovo romanzo:

Spero che le mie parole possano aiutare ad aumentare un poco il desiderio di leggere questo delicato romanzo:
“E’ un romanzo questo che riporta al vero valore dell’amore. Quello per il quale un uomo diventa davvero se stesso, tralascia lavoro e carriera, riscopre la gioia di vivere, trova un senso alla sua vita.
E’ una favola ambientata ai giorni nostri, scritta in modo molto semplice perchè, in fondo, l’amore è semplice. Sono le esperienze passate e le persone che lo complicano, rendendolo difficile, scansandolo con la paura e trasformandolo in mero sesso.
Un bel libro, questo di Frenda, che da speranza a chi nelle favole ci crede fermamente. ”

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Il paradosso del PIL, post pubblicato su Periodico italiano

Il paradosso del PIL e il terremoto.

Posted by Giovanni Frenda on Apr 24th, 2009 and filed under A proposito di…. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Ormai sono giorni che si parla del terremoto dell’Abruzzo, dopo le drammatiche cronache del disastro, in questi giorni, stiamo seguendo il calcolo dei danni. Il governo parla di diversi miliardi di euro, importi altissimi, che se fossero convertiti in vecchie lire farebbero veramente paura.

Abbiamo tutti sotto gli occhi le immagini del disastro e non nego di essermi commosso davanti alle immagini dei volontari che anno lottato per giorni contro il tempo, contro il freddo, la pioggia, la stanchezza ecc.

Quello di cui io volevo parlare in quest’articolo, sono le implicazioni che un disastro produce secondo gli attuali principi economici.

(Continued)

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Qui puoi leggere parte del nuovo romanzo

Ho visto l’amore vicino da potrerlo toccare Ho visto l’amore vicino da potrerlo toccare giringiro Tutto inizia con una piccola bustina lampeggiante che ti avverte di un messaggio sul tuo cellulare e poi? E poi, dietro a questo piccolo messaggio Luca scopre un amore, un amore grande, un amore che lo fa volare in cielo, un amore che forse ognuno di noi ha vissuto, oppure quello che ognuno di noi vorrebbe vivere.
Ora però Luca si trova solo, su un aereo e sta viaggiando verso un nuovo mondo, verso una nuova vita, porta con sé poche cose, un ricordo e delle emozioni che non scorderà mai, una cicatrice sul braccio ed una sul fianco che stanno guarendo ed una invece nel cuore che non guarirà, forse mai più.
La vita è strana e spesso ti volta le spalle, ti lascia senza respiro, senza forze, e Luca questo lo sa, l’ha vissuto, vivere l’amore più grande e poco dopo il dolore più forte, un dolore che pensi non passerà mai e poi, all’improvviso, ti volti e ti accorgi che la vita non è finita, che dietro ad un angolo buio c’è una luce che ti illumina e ti scalda, una luce che ti tende la mano e ti dice “Luca guarda le tue mani, stringono le mie, le tue carte le hai in mano, adesso gioca, testardo gioca e non pensare più a niente, pensa solo a me”.

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Nuova collaborazione con la rivista “Periodico Italiano”

Periodico Italiano

Periodico Italiano

Periodico Italiano
Il nuovo giornale online di informazione alternativa che da spazio alle notizie che non trovano posto sulle altre riviste.

Sono contento di far parte del gruppo del gruppo  di redattori, collaboratori di www.periodicoitaliano.info.

Andate a leggere i miei articoli.

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Un altro commento di Claudia

Emozionante!
Il protagonista, Luca, mi ha commosso, emozionato! Ha il cuore in mano Luca, e lo offre alla sua donna, totalmente, con tutto se stesso, le dona il suo amore con un intensità mozzafiato!
Luca è innmorato dell’amore e poco importa se a volte fa soffrire, l’importante è amare e la luce della speranza illumina sempre il cuore.
L’amore…non c’è spazio per altro in questo romanzo, solo l’amore, quello intenso, vitale, che ti fa vibrare insinuandosi tra le pieghe dell’anima e negli anfratti del cuore!
L’amore che dona, chiede e fugge in un delirio di sensualità e follia, ma sempre vivo e pulsante.
Giovanni Frenda dipinge con maestria i caldi colori dell’amore, regalando forti emozioni!

Grazie Claudia

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Pubblico un commento di Nadia sul mio nuovo romanzo

Copertina del nuovo romanzo Ho visto l'amore vicino da poterlo toccare.

Il libro:

è una storia d’amore dolcissima e delicata, raccontata con un linguaggio semplice. In fondo l’amore è semplice… è tutto il resto che non lo è.
Una favola che ci ricorda l’importanza di essere amati ma, anche, che l’amore non è solo magia bensì e soprattutto rischio, incognita, fiducia nell’altro…
Il romanzo si chiude con una speranza, con il coraggio di andare avanti nonostante tutto, con un monito nel non chiudersi nel cinismo che lascia sempre traccia di sè ad ogni storia che finisce.
Ci si ritrova in quel romanzo se non perchè si è vissuto una storia simile quanto meno perchè la si cerca.
E’ un ritorno ai sentimenti veri in un mondo ormai egoista, incentrato sul sesso più che sulla relazione a due dove è facile lasciarsi quando ci si stanca del proprio partner attendendo forse, anche un solo piccolo errore, per chiudere una storia lasciando l’altro perso in un sentimento che faticherà a riprovare perchè il dolore che resta a volte è più forte del desiderio di ricominciare.
Il protagonista di questo romanzo vive tutte le emozioni sopra descritte ma ha dentro di sè ancora la voglia di scommetterci. Forse perchè innamorato di Amore, lo ricercherà ancora e sempre.

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